Fotografia di moda: Richard Avedon (1923-2004)

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Richard Avedon (1923-2004) 

Richard Avedon arriva nel mondo della moda sul finire della seconda guerra mondiale, essendo coinvolto nel conflitto anche in prima persona.

Nel 1944 entra nella storica rivista di moda Harper’s Bazaar, all’interno della quale contribuirà a cambiare il concetto di fotografia di moda: i suoi soggetti non sono più semplici strumenti per mettere in mostra un abbigliamento, ma prendono vita e si esprimono senza costrizioni, Avedon porta le sue modelle in strada, rinuncia all’artificiosità delle fotografie in studio e abbandona le pose rigide e finte, scatta nei vicoli e nei bar, proponendo uno stile sotto molti punti di vista minimale , con lo scopo di realizzare ritratti “en plein air” , che giocano con il movimento e le pose.

Nel 1965 passa da Bazaar a Vogue. Egli che diventerà d’esempio per tutta una generazione di fotografi. 

Nello sfondo di un’affascinate Parigi, pervasa da una malinconica post bellica, il fotografo americano cattura i movimenti liberatori della personalità delle sue modelle. 

La sua importanza nel mondo della moda è testimoniata anche dalle sue collaborazioni; Harper’s Bazaar in primis, fino a diventarne il direttore, passando per Vogue, Life, Versace e molti altri, fino ad arrivare a firmare due edizioni del Calendario Pirelli sul finire degli anni ’90. 

I suoi scatti si caratterizzano per compostezza, perfezione formale , intensità e allo stesso tempo ironia e leggerezza. Da una fotografia di moda in esterno, negli ultimi anni passa ad una sperimentazione in studio, costruendo immagini che isolano il soggetto dall’ambiente e ne esaltano la vitalità contro uno sfondo neutro, grazie alla luce fredde e calibrata del flash. 

Marisa Berenson by Richard Avedon Vogue Paris April 1966
Rosemary McGrotha by Richard Avedon Vogue US April 1982



“Celebre foto di Avedon del 1955 fatta per gli abiti da sera di Dior In questa foto il tipo di rappresentazione va a di la del singolo abito, si comunica qualcosa che deve funzionare più come dimensione estetica e stilistica più complessiva che come presentazione di quell’abito. Viene evocato un mondo fantastico che a che fare con il mito della bella e la bestia ambientato in un circo parigino. Ci sono molti elementi che si aggiungono alla presentazione dell’abito per parlare della rappresentazione di quel contesti, di quel modo ideologico, se si può quindi permettere di non presentare direttamente i proprio prodotti abiti, perché Dior è un icona, un ideologia.

Qui è il fotografo che organizza il contesto, ci sono una serie di scelte architettoniche della sua mente geniale. Dovima con elefanti, Abito da sera di Dior, Cirque d’Hiver, Parigi, agosto 1955 è la più celebre fotografia di moda di Avedon e di certo una delle più originali. Essa vive nel fascino del contrasto ed esprime molta eleganza. Questo segna l’inizio di una nuova era della fotografia: l’approccio di Avedon alla moda sempre più minimale e vicino ai suoi ritratti anni Settanta, diviene esemplare per un’intera generazione di fotografi. 

Scopritore di icone femminili che hanno segnato gli immaginari di intere generazioni. Ha realizzato ritratti per star del cinema come: Audrey Hepburn , Marilyn Monroe, Charles Chaplin ecc… Ritratti che non sono il semplice frutto dell’osservazione , ma rappresentano atti creativi in cui la personalità forte e complessa di Avedon , riesce a cogliere diverse e molteplici sfaccettature di un soggetto. Avedon non cercava mai un rapporto umano. Egli è riuscito a dare al soggetto una centralità indiscussa. 

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